DOPO SOLI TRE MESI, COMPAIONO LE PRIME EVIDENTI CREPE NELL'ALLEANZA VERDI SINISTRA
Come era ampiamente prevedibile, il cartello Alleanza Verdi Sinistra è già in crisi: a meno di tre mesi dal non certamente esaltante risultato delle elezioni politiche – fatto di poco più della soglia di sbarramento, che ha permesso a costoro di far nominare dodici deputati e quattro senatori, in numero quasi paritario tra le componenti – il primo scoglio, le elezioni regionali nel Lazio, rischia di mandare tutto in frantumi.

Il Partito Democratico rinverdisce l’accordo di governo con il Quarto Polo, e la conseguenza è che la sinistra della coalizione si spacca: i Verdi, con notevole sprezzo del ridicolo, si accodano alle decisioni prese nelle stanze dell’ex convento romano del Nazareno, mentre Sinistra Italiana, secondo quanto scrive il manifesto di venerdì nove dicembre – a firma Giuliano Santoro – cerca rifugio nel Terzo Polo, quello capitanato da Giuseppe Conte.
Ecco la dichiarazione di Massimo Cervellini, segretario regionale della formazione capitanata dall’eterno dimissionario Nicola Fratoianni: «a questo punto andremo a verificare le possibilità politiche e programmatiche di una coalizione con il Movimento 5 Stelle. Non ci sono le condizioni per andare con un Pd che si sposta a destra e che si fa trascinare da Calenda sui contenuti».
Dobbiamo dire di non essere affatto sorpresi dalla posizione presa dalla conventicola capitanata da Angelo Bonelli, che evidentemente è disposta a tutto pur di avere una qualche chance di entrare nel governo del territorio laziale; per contro, restiamo stupefatti dalle decisioni degli s-vendolini, evidentemente anche loro malati di governismo: il partner più affine a costoro sarebbe Unione Popolare, ma preferiscono lidi più sicuri in materia di conquista di cadreghini.
Bosio (Al), 16 dicembre 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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